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Leontodon
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top
Il mwbadente di leone (nome scientifico mwbqmwbgLeontodon mwbwmwcaL., mwcq1753) è un genere di mwcgpiante mwcwangiosperme mwdadicotiledoni della mwdqfamiglia delle mwdgAsteracee.cite-ref-apgiv-1-0[1]cite-ref-kew-2-0[2]
Contents
• Biologia
• Sinonimi
• Usi
• Note
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Etimologia
Il mwkanome scientifico attualmente accettato è stato proposto da mwkqCarl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna mwkgclassificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione mwkwmwlaSpecies Plantarum del 1753 (in realtà la prima denominazione di questo genere risale al 1737, sempre per opera di Linneocite-ref-motta-4-1[4]).cite-ref-5[5]
Descrizione
mwxqHabitus. La forma biologica prevalente è mwxgemicriptofita rosulata (mwxwH ros), ossia sono piante perenni, con mwyagemme svernanti al livello del suolo e protette dalla mwyqlettiera o dalla neve e con le foglie disposte a formare una mwygrosetta basale. Sono presenti anche specie con ciclo biologico annuale come mwywterofita scaposa (mwzaT scap). La maggior parte di queste piante sono ricoperte da peli stellati (ma non a forma di ancora). Qualche specie è tuberosa.cite-ref-motta-4-2[4]cite-ref-pignatti242-6-0[6]cite-ref-7[7]cite-ref-pignattiv3p1-8-0[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-kj-11-0[11]cite-ref-fs-12-0[12]cite-ref-cp-13-0[13]cite-ref-pin-14-0[14]
mwkgFusto.
• Parte ipogea: la parte sotterranea può essere mwlqfittonante, oppure formata da un rizoma mwlgtuberoso fusiforme, ingrossato e a volte disposto in fascetti.
• Parte epigea: la parte aerea del mwmafusto è uno scapo nudo (mwmqafillo) con mwmginfiorescenze terminali; per ogni pianta si possono avere fino a 20 steli (o scapi). L'altezza di queste piante varia da 5 a 60 e più cm (massimo 80mwmw cm).
mwnqFoglie. In genere queste piante sono provviste di una mwngrosetta basale (le foglie mwnwcauline non sono presenti) con foglie disposte in modo mwoapatente e mwoqpiccioli il più delle volte arrossati e mwogalati. La lamina delle foglie è di tipo sinuato-dentato (fino a mwowpennatifida) con perimetro mwpaoblanceolato-spatolato con la larghezza massima verso l'apice della foglia; la superficie può essere mwpqglabra o altrimenti è sparsamente ricoperta da peli di tipo vario tipo (vedi disegno dei peli più sotto). Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 2mwpg cm; lunghezza 5 – 20mwpw cm.
mwqqInfiorescenza. Le mwqginfiorescenze sono composte da singoli mwqwcapolini mwrapeduncolati per ogni stelo (gli scapi normalmente sono indivisi). I peduncoli possono essere ingrossati appena sotto l'infiorescenza. I capolini sono formati da un mwrqinvolucro a forma cilindrica o campanulata composto da mwrgbrattee (o squame) disposte in modo mwrwembricato su più serie (usualmente 2) all'interno delle quali un mwsaricettacolo fa da base ai fiori tutti mwsqligulati. Le squame dell'involucro da 16 a 20 possono essere ricoperte da peli simili a quelli delle foglie; la forma delle squame è lineare (talvolta quelle esterne sono mwsglanceolate). Il ricettacolo è mwswnudo, ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro dei capolini: 15 – 40mwta mm. Dimensioni dell'involucro: larghezza 5mwtq mm; lunghezza 10mwtg mm.
mwuaFiori. I fiori da 20 a 30 sono tutti del tipo mwuqligulatocite-ref-15[15] (il tipo mwvgtubuloso, i mwvwfiori del disco, presente nella maggioranza delle mwwaAsteracee, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: mwwqcalice – mwwgcorolla – mwwwandroceo – mwxagineceo) e mwxqpentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono mwxgermafroditi e mwxwzigomorfi.
• mwygFormula fiorale:
mwzqmwzgmwzwmw0a*/x mw0qK mw0g ∞ ∞ {\displaystyle \infty } , [mw0wC (5), mw1aA (5)], mw1qG 2 (infero), acheniocite-ref-judd520-16-0[16]
• mwaqeAntesi: in genere queste piante fioriscono tardi: da luglio all'autunno.
mwaqmFrutti. I frutti sono degli mwaqqacheni con mwaqupappo piumoso. La forma dell'achenio è un po' ristretta all'apice; ha inoltre delle coste oscure (da 10 a 14) percorse da deboli rugosità trasversali. Il pappo è formato da diverse setole semplici o piumose disposte su due serie (quelle esterne sono più brevi). La piumosità delle setole è data dalla presenza di peli secondari persistenti fino alla maturità dell'achenio. Dimensione dell'achenio: 6 – 12mwaqy mm.
Biologia
• Impollinazione: l'mwaqoimpollinazione avviene tramite insetti (mwaqsimpollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
• Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
• Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mwaq4mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: mwaq8zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
In mwariItalia le specie di mwarmLeontodon sono abbastanza comuni e si trovano ad altitudini variabili fra 0 e mwarq3000 mwarum mwarys.l.m., sia nelle mwarcAlpi che negli mwargAppennini. In genere prediligono stazioni aride, zone incolte e ghiaioni, si trovano anche sulle rocce o nelle fessure delle rupi. I mwarkLeontodon oltre che in Italia si trovano in mwaroEuropa, in mwarsAsia (mwarwVicino Oriente e aree centrali dell'Asia), in mwar0Africa settentrionale e nel mwar4Messico. In altre aree (mwar8America del Nord, mwasaAmerica del Sud e mwaseAustralia) sono considerate specie naturalizzate.cite-ref-compositae-landcareresearch-co-nz-19-0[19] Il centro di espansione principale è il mwasybacino del Mediterraneo (parte Occidentale).cite-ref-motta-4-3[4]
Tassonomia
La mwas0famiglia delle mwas4Asteracee (o mwas8Compositae, mwatamwatenomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre mwati23000 mwatmspecie distribuite su mwatq1535 mwatugeneri,cite-ref-judd520-16-1[16] oppure mwato22750 specie e mwats1530 generi secondo altre fonticite-ref-20[20] (una delle mwauachecklist più aggiornata elenca fino a mwaue1679 generi).cite-ref-21[21] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.cite-ref-apgiv-1-1[1]cite-ref-kj-11-1[11]cite-ref-fs-12-1[12]
Il genere mwavmLeontodon contiene 41 specie, una ventina delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
Panorama storico
Tradizionalmente questo gruppo era assegnato alla mwavysottofamiglia "Tubiflore" (tribù "Cicorie").cite-ref-motta-4-4[4] In tempi più recenti il nome della sottofamiglia è stato cambiato in mwavsCichorioideae mwavw(Juss.) Chevall. e la tribù in mwav0Cichorieae mwav4Lam. & DC.; inoltre è stata aggiunta una mwav8classificazione tassonomica intermedia: quella della mwawasottotribù mwaweHypochaeridinae mwawiLess. Questa tassonomia (secondo la classificazione ormai classica di mwawmCronquist) è stata confermata dalle ricerche mwawqfilogenetiche sul mwawuDNA di questi ultimi anni (mwawyclassificazione APG).
Filogenesi
Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù mwawkHypochaeridinae della tribù mwawoCichorieae (unica tribù della sottofamiglia mwawsCichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia mwawwCichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle mwaw0Asteracee (gli ultimi due sono mwaw4Corymbioideae e mwaw8Asteroideae).cite-ref-apgiv-1-2[1] La sottotribù Hypochaeridinae fa parte del "quarto" mwaxqclade della tribù; in questo clade è posizionata nel "core" del gruppo, vicina alle sottotribù mwaxuCrepidinae e mwaxyChondrillinae.cite-ref-fs-12-2[12]
I seguenti caratteri sono distintivi per la sottotribù:cite-ref-kj-11-2[11]
mwayimwayml'indumento delle piante è formato da peli grossolani; mwayqle setole del pappo hanno delle sporgenze laterali rigide costituite da un'unica cellula tubolare gigante.
Il nucleo della sottotribù Hypochaeridinae è l'alleanza mwayyHypochaeris-Leontodon/Picris e formano (insieme ad altri generi minori) un "mwaycgruppo fratello". Rispetto a precedenti raggruppamenti delle Hypochaeridinae, diversi generi sono stati esclusi dalla circoscrizione rivista sulla base di recenti analisi filogenetiche molecolari. Il gruppo attualmente si presenta monofiletico (a parte l'enigmatica mwaygPrenanthes purpurea attualmente descritta nelle mwaykLactucinae).cite-ref-cp-13-1[13]
Il genere di questa voce, nell'ambito della sottostribù occupa il "core" del gruppo, e con i generi mway8Picris e mwazaHelminthotheca formano un "mwazegruppo fratello". Ricerche recenti hanno dimostrato che il genere mwaziLeontodon nella delimitazione tradizionale è mwazmpolifiletico. La sezione mwazqThrincia insieme ai generi mwazuPicris e mwazyHelminthotheca formano una politomia, mentre le due sezioni mwazcLeontodon e mwazgAsterothrix formano un "mwazkgruppo fratello" monofiletico.cite-ref-cp-13-2[13]cite-ref-en-22-0[22]
l mwaamcladogramma seguente, tratto dallo studio citatocite-ref-en-22-1[22] e semplificato, mostra una possibile configurazione mwaagfilogenetica del genere.
I caratteri distintivi per le specie di questo genere sono:cite-ref-kj-11-3[11]
mwabemwabila superficie di queste piante è glabra o variamente pubescente (raramente a peli a forma di àncora); mwabml'involucro ha due serie (o più) di brattee; mwabqgli acheni non sono piegati e sono privi di diaframma.
Il mwabynumero cromosomico delle specie di questo genere è 2n = 8, 12 e 14 con specie mwabcdiploidi e mwabgtetraploidi.cite-ref-kj-11-4[11]
Sezioni del genere
All'interno del genere, soprattutto in riferimento alla flora spontanea italiana, le varie specie vengono divise tradizionalmente (mwab8Adriano Fiori) in cinque sezioni (mwacaKalbfussia, mwaceThrincia, mwaciMillina, mwacmScorzoneroides e mwacqApargia) in base a caratteri come il ciclo biologico (annuale o perenne), la mwacumorfologia del mwacypappo, dell'mwaccachenio e delle mwacgradici (ingrossate in tuberi oppure no) e altri caratteri.cite-ref-motta-4-5[4]
Attualmente secondo le ultime ricerche mwac4filogenetiche il genere viene suddiviso nelle tre seguenti sezioni:cite-ref-cp-13-3[13]
mwadumwadysect. mwadcAsterothrix: la distribuzione delle specie di questa sezione è mediterranea ed è caratterizzata da piante con peli 3-fidi; queste piante hanno inoltre un robusto fittone verticale; tutti gli acheni sono simili (con - oppure senza - brevi peli rigidi all'apice). Il mwadgnumero cromosomico predominante di base è x = 4.
mwadsmwadwsect. mwad0Leontodon: questa sezione comprende soprattutto specie europee e anatolico-caucasiche. Il portamento tipico è rappresentato da capolini singoli su steli semplici senza foglie; queste piante, inoltre, hanno un fittone obliquo o trasversale, ramificato e troncato; tutti gli acheni sono simili più o meno muricati (tubercolati) e sempre senza brevi peli rigidi all'apice. Il mwad4numero cromosomico predominante di base è x = 7.
mwaeemwaeisect. mwaemThrincia: il centro della distribuzione di mwaeqThrincia è il Mediterraneo occidentale. Queste piante condividono peli a 2 - 3 rami, diritti o uncinati. Gli acheni sono dimorfi (esterni e interni): il pappo degli acheni esterni ha la forma di una coroncina cartilaginea; quello degli acheni interni è peloso. Questo gruppo è diviso in due cladi: (1) uno con la specie mwaeuL. tuberosus distribuita nel Mediterraneo sud-occidentale e la specie mwaeyL. maroccanus; (2) l'altro comprendente mwaecL. tingitanus (dalla Spagna al Marocco) e il gruppo di mwaegL. saxatilis. Il mwaeknumero cromosomico predominante di base è x = 4.
Variabilità
Le specie di questo genere sono molto variabili (la sofferta mwafctassonomia di questo gruppo ne è un effetto) a causa anche della presenza della mwafgtetraploidia. I caratteri più soggetti a variabilità sono i seguenti:cite-ref-pignatti242-6-1[6]
mwaf8mwagail tipo di peli stellati come la lunghezza dello stipite e il numero dei raggi che possono essere più o meno lunghi o più o meno sottili. L'aspetto dei peli è uno dei caratteri più importanti per riconoscere le varie mwagespecie (e sezioni) di questo mwagigenere. I peli in genere sono del tipo stellato con uno o più raggi, più o meno lunghi e con stipite corto, allungato o ingrossato. La figura a lato (tratta dalla "Flora d'Italia") mostra i peli di alcune specie (i disegni non sono in scala). mwagmle piante possono essere "pesantemente" pelose o del tutto mwagqglabre (mwaguL. hispidus); mwagyla densità dell'indumento sulle foglie e sulle mwagcbrattee dell'mwagginvolucro può variare molto (mwagkL. crispus); mwagola forma della lamina delle foglie (mwagsL. hispidus); mwagwlo scapo può essere indiviso o biforcato (mwag0L. anomalus); mwag4la dimensione dei mwag8capolini (mwahaL. hispidus);
Specie spontanee italiane
Per meglio comprendere ed individuare le varie mwahmspecie del mwahqgenere (solamente per le mwahuspecie spontanee della flora italiana) l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra).cite-ref-pin-14-1[14]cite-ref-23[23]
mwah8SEZIONE mwaiaThrincia: gli acheni sono dimorfi (esterni e interni): il pappo degli acheni esterni ha la forma di una coroncina cartilaginea; quello degli acheni interni è peloso;
mwaimmwaiqmwaiumwaiymwaicmwaigmwaikmwaiomwaismwaiwmwai0mwai4mwai8mwajamwajemwajimwajmLeontodon tuberosus mwajqL. - Dente di leone comune: le mwajuradici sono mwajytuberizzate; l'altezza varia da 15 a 40mwajc cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwajgemicriptofita rosulata (mwajkH ros); il mwajotipo corologico è mwajsSteno-Mediterraneo; l'mwaj0habitat tipico per queste piante sono i pascoli aridi, gli oliveti e le radure delle macchie; la distribuzione in mwaj4Italia è relativa a tutto il territorio (escluse le mwaj8Alpi) fino ad un'altitudine di mwaka1000mwake mwakim mwakms.l.m.. mwakqmwakumwakymwakcLeontodon saxatilis mwakgLam. - Dente di leone di Leysser: queste piante sono prive di tuberi; l'altezza varia da 10 a 30mwakk cm; il ciclo biologico è perenne (ma anche annuale = mwakoT scap); la forma biologica è mwaksemicriptofita scaposa (mwakwH scap); il mwak0tipo corologico è mwak4Orofita-Mediterraneo; l'mwalahabitat tipico per queste piante sono i pendii aridi mwalemarnosi, i pascoli e le sponde degli stagni; la distribuzione in Italia è relativa a tutto il territorio (escluso il sud e le isole) fino ad un'altitudine di mwali1000mwalm mwalqm mwalus.l.m..
mwalcSEZIONE mwalgAsterothrix: queste piante hanno un robusto fittone verticale; tutti gli acheni sono simili (con - oppure senza - brevi peli rigidi all'apice);
mwalsmwalwmwal01A: le foglie sono scabre con peli a 3 rami incurvati (ad àncora); le foglie della rosetta basale sono intere o debolmente sinuate; il pappo è composto da peli semplici; mwal4mwal8mwamamwamemwamimwammmwamqmwamumwamymwamcmwamgmwamkmwamomwamsmwamwmwam0Leontodon anomalus mwam8Ball. - Dente di leone delle Apuane: il pappo è formato da setole piumose solamente nei mwanacapolini immaturi (in seguito i peli di 2º ordine cadono, e le setole sono semplici); l'altezza varia da 25 a 45mwane cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwaniemicriptofita rosulata (mwanmH ros); il mwanqtipo corologico è mwanuEndemico - Nord Appenninico; l'mwanchabitat tipico per queste piante sono le rupi e le ghiaie su suolo mwangcalcareo; la distribuzione sul territorio italiano è relativa soprattutto alle mwankAlpi Apuane fino ad un'altitudine di mwano1800mwans mwanwm mwan0s.l.m.. mwan4mwan8mwaoa1B: le foglie sono scabre con peli multifidi non incurvati; il pappo è piumoso; mwaoemwaoimwaommwaoqmwaou2A: le foglie, di aspetto farinoso, sono ricoperte da peli 6-16-fidi, sessili o stipitati; lo scapo è semplice, talvolta è ramificato; mwaoymwaocmwaogmwaokmwaoomwaosmwaowmwao0mwao4mwao8mwapamwapemwapimwapmLeontodon berinii mwapu(Bartl.) Roth - Dente di leone di mwapyBerini: l'altezza varia da 10 a 20 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwapcemicriptofita rosulata (mwapgH ros); il mwapktipo corologico è mwapoEndemico - Alpico orientale; l'mwapwhabitat tipico per queste piante sono i greti dei torrenti, le aree alluvionate e i banchi di ghiaia; la distribuzione in Italia è relativa al Nord-Est fino ad una altitudine di mwap01100 mwap4m mwap8s.l.m.. mwaqamwaqemwaqi2B: le foglie sono ricoperte da peli 2-5-fidi, sessili o stipitati; lo scapo è sempre semplice; mwaqmmwaqqmwaqumwaqymwaqc3A: il fusto si presenta peloso-vellutato; i peli delle foglie hanno 4 - 5 rami lunghi come lo stipite; mwaqgmwaqkmwaqomwaqsmwaqw4A: le foglie della rosetta basale sono intere o debolmente sinuate; mwaq0mwaq4mwaq8mwaramwaremwarimwarmmwarqmwarumwarymwarcLeontodon incanus mwarg(L.) Schrank - Dente di leone biancheggiante: i peli delle foglie sono stellati in modo regolare con 4 raggi apicali lunghi come o più dello stipite; l'altezza varia da 20 a 40 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwarkemicriptofita rosulata (mwaroH ros); il mwarstipo corologico è mwarwOrofita - Est Alpico/Carpatico; l'mwar4habitat tipico per queste piante sono le rocce alterate, i ghiaioni sfasciati e i pascoli aridi; la distribuzione in Italia è relativa al Nord-Est fino ad una altitudine compresa fra 400 e mwar82100 mwasam mwases.l.m.. mwasimwasmmwasq4B: le foglie della rosetta basale sono decisamente dentate o pennato-divise; mwasumwasymwascmwasgmwaskmwasomwassmwaswmwas0mwas4Leontodon apulus mwata(Fiori) Brullo - Dente di leone pugliese: le foglie delle rosette basali sono pennato-divise con contorno lineare-lanceolato; i margini delle brattee involucrali esterne sono ciliate con peli semplici o bifidi; l'altezza varia da 10 a 40 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwateemicriptofita rosulata (mwatiH ros); il mwatmtipo corologico è mwatqEndemico Sud Italico; l'mwatyhabitat tipico per queste piante sono le rupi e le fessure calcaree; la distribuzione in Italia è relativa al Sud (mwatcCampania e mwatgPuglia) fino ad una altitudine di 700 mwatkm mwatos.l.m.. mwatsmwatwmwat0Leontodon intermedius mwat8Hunter, P. & R. - Dente di leone garganico: le foglie delle rosette basali sono decisamente dentate con contorno lanceolato; le foglie hanno un aspetto vellutato con un fitto indumento di peli stellati con 4 raggi apicali lunghi quanto lo stipite; i margini delle brattee involucrali esterne sono ciliato-pettinati con peli bianchi 2-5-fidi; l'altezza varia da 5 a 15 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwauaemicriptofita rosulata (mwaueH ros); il mwauitipo corologico è mwaumEndemico Sud Appenninico; l'mwauuhabitat tipico per queste piante sono le rupi e le fessure calcaree; la distribuzione in Italia è relativa al Sud fino ad una altitudine compresa fra 300 e mwauy2100 mwaucm mwaugs.l.m.. mwaukmwauomwaus3B: il fusto si presenta peloso ma non vellutato; i peli delle foglie sono stellati con 2 - 3 raggi più brevi dello stipite; mwauwmwau0mwau4mwau8mwavamwavemwavimwavmmwavqmwavumwavymwavcLeontodon tenuiflorus mwavk(Gaudin) Rchb. - Dente di leone insubrico: i peli delle foglie sono stellati in modo regolare con 2 - 3 raggi apicali lunghi metà dello stipite (raramente queste piante sono glabre); i bordi delle foglie variano da interi a debolmente dentati; l'altezza varia da 25 a 40 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwavoemicriptofita rosulata (mwavsH ros); il mwavwtipo corologico è mwav0Endemico Est Alpico; l'mwav8habitat tipico per queste piante sono le fessure delle rocce e i pendii soleggiati; la distribuzione in Italia è relativa al Nord-Est fino ad una altitudine compresa fra 200 e mwawa1400 mwawem mwawis.l.m.. mwawmmwawqmwawumwawyLeontodon crispus mwawcVill. - Dente di leone crespo: le foglie si presentano ruvide con peli rigidi con 3 raggi all'apice (i raggi sono sempre più brevi dello stipite); i bordi delle foglie variano da decisamente dentati a pennato-divisi; l'altezza varia da 20 a 40 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwawgemicriptofita rosulata (mwawkH ros); il mwawotipo corologico è mwawsSud Europeo; l'mwaw0habitat tipico per queste piante sono i pascoli aridi, le garighe e i gli incolti; la distribuzione in Italia è comune su tutto il territorio (isole escluse) fino ad una altitudine di mwaw41200 mwaw8m mwaxas.l.m..
mwaxiSEZIONE mwaxmLeontodon: queste piante hanno un fittone obliquo o trasversale, ramificato e troncato; tutti gli acheni sono simili più o meno muricati (tubercolati) e sempre senza brevi peli rigidi all'apice;
mwaxymwaxcmwaxg1A: i peli delle foglie sono bifidi o stellati con stipite allungato con brevissimi rami; mwaxkmwaxomwaxsmwaxwmwax0mwax4mwax8mwayamwayemwayimwaymmwayqmwayumwayymwaycmwaygmwaykLeontodon hirtus mwayoL. - Dente di leone di Villars: i peli fogliari sono verrucosi; l'altezza varia da 7 a 30 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwaysemicriptofita rosulata (mwaywH ros); il mway0tipo corologico è mway4Nord Ovest Mediterraneo; l'mwazahabitat tipico per queste piante sono i bordi delle vie e i pendii aridi; la distribuzione in Italia è relativa al Piemonte fino ad una altitudine di 100 - mwaze1400 mwazim mwazms.l.m.. (Nella mwazq"Flora d'Italia" questa specie è indicata come mwazuLeontodon villarsii mwazy(Willd.) Loisel.). mwazcmwazgmwazkLeontodon rosani mwazs(Ten.) DC. - Dente di leone di Rosano: i peli fogliari sono quasi lisci; l'altezza varia da 7 a 30 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwazwemicriptofita rosulata (mwaz0H ros); il mwaz4tipo corologico è mwaz8Nord Ovest Mediterraneo; l'mwa0ehabitat tipico per queste piante sono gli incolti, i bordi delle vie e i pendii aridi; la distribuzione in Italia è comune al Nord fino ad una altitudine di 100 - mwa0i1400 mwa0mm mwa0qs.l.m.. mwa0umwa0ymwa0c1B: i peli delle foglie sono bifidi o stellati con rami lunghi più o meno come lo stipite; mwa0gmwa0kmwa0omwa0smwa0wmwa00mwa04mwa08mwa1amwa1emwa1imwa1mmwa1qmwa1umwa1ymwa1cmwa1gLeontodon hispidus mwa1kL. - Dente di leone comune: lo scapo è semplice; le radici hanno un diametro minore di 1,5 mm; l'involucro è lungo 9 - 15 mm; gli acheni sono lunghi 5 - 8 mm; l'altezza varia da 10 a 60 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwa1oemicriptofita rosulata (mwa1sH ros); il mwa1wtipo corologico è mwa10Europeo - Caucasico; l'mwa18habitat per queste piante è vario; la distribuzione in Italia è relativa a tutto il territorio (escluse le Isole) fino ad un'altitudine di mwa2a2700 mwa2em mwa2is.l.m.. mwa2mmwa2qmwa2uLeontodon hyoseroides mwa2cWelw. ex Rchb.: simile alla specie mwa2gLeontodon hispidus, ma con foglie glabre profondamente incise fin alla nervatura; la distribuzione in Italia è relativa solamente al nord. (Nella "mwa2kFlora d'Italia" questa specie è indicata come mwa2oLeontodon hispidus subsp. mwa2shyoseroides mwa2w(Welw. ex Reichenb.) J.Murr). mwa20mwa24mwa28Leontodon dubius mwa3e(Hoppe) Poir.: simile alla specie mwa3iLeontodon hispidus, ma con mwa3mhabitus particolarmente lussureggiante e ispido con mwa3qcapolini grossi e lunghi scapi fino al doppio delle foglie. (Nella mwa3u"Flora d'Italia" questa specie è indicata come mwa3yLeontodon hispidus subsp. mwa3cdubius mwa3g(Hoppe) Poir.). mwa3kmwa3omwa3sLeontodon siculus mwa30(Guss.) Nyman - Dente di leone siciliano: lo scapo spesso è bifido; le radici hanno un diametro maggiore di 2 mm; l'involucro è lungo 15 - 18 mm; gli acheni sono lunghi 10 - 15 mm; l'altezza varia da 10 a 60 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwa34emicriptofita rosulata (mwa38H ros); il mwa4atipo corologico è mwa4eEndemico Siciliano; l'mwa4mhabitat per queste piante è vario; distribuzione prevalente in mwa4qSicilia.
Specie della zona alpina
| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H 2 O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L. berinii | 3 | collinare montano | Ca - Si | neutro | medio | secco | B5 | Alpi Orientali |
| L. crispus | 9 | collinare montano | Ca | basico | basso | arido | F2 G3 | tutto l'arco alpino (escl. VC VA NO) |
| L. hirtus | 12 | collinare montano | Ca | basico | basso | arido | F2 G3 | IM CN TO |
| L. hispidus | 11 | da collinare a nivale | Ca - Si | neutro | medio | medio | F2 F3 F5 | tutto l'arco alpino |
| L. incanus | 9 | collinare montano subalpino | Ca | basico | basso | arido | F2 I1 | Alpi Centrali e Orientali |
| L. saxatilis | 11 | collinare | Ca - Si | acido | medio | medio | B2 B5 B7 F3 | VC NO BG e Alpi orientali |
| L. tenuiflorus | 9 | collinare montano | Ca | basico | basso | arido | C2 F2 I1 | Alpi Centrali e Carnia |
| L. tuberosus | 9 | collinare | Ca - Ca/Si | basico | basso | secco | B1 F1 F2 G6 | BG |
| Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; I1 = boschi di conifere; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; G3 = macchie basse; G6 = arbusteti mediterranei, macchie e garighe; I1 = boschi di conifere; |
Specie Europee-Mediterranee
In mwbbsEuropa e nell'areale mwbbwMediterraneo (mwbb0Africa settentrionale e coste mediterranee del mwbb4Vicino Oriente) oltre alle specie appartenenti alla flora spontanea italiana sono presenti le altre seguenti specie:cite-ref-ww2-bgbm-org-25-0[25]
mwbcumwbcymwbccLeontodon balansae mwbckBoiss., 1856 - Distribuzione: mwbcoAlgeria mwbcsmwbcwLeontodon boryi mwbc4DC., 1838 - Distribuzione: mwbc8Spagna mwbdamwbdeLeontodon djurdjurae mwbdmBatt., 1889 - Distribuzione: mwbdqAlgeria mwbdumwbdyLeontodon eriopodus mwbdgEmb. & Maire, 1927 - Distribuzione: mwbdkMarocco mwbdomwbdsLeontodon farinosus mwbd0Merino & Pau, 1906 - Distribuzione: mwbd4Spagna mwbd8mwbeaLeontodon filii mwbei(Seub.) Paiva & Ormonde, 1973 - Distribuzione: mwbemAzzorre mwbeqmwbeuLeontodon hellenicus mwbecPhitos, 1966 - Distribuzione: mwbegGrecia mwbekmwbeoLeontodon kotschyi mwbewBoiss., 1849 - Distribuzione: mwbe0Transcaucasia mwbe4mwbe8Leontodon maroccanus mwbfe(Pers.) Ball, 1878 - Distribuzione: mwbfiAlgeria, mwbfmMarocco e mwbfqSpagna mwbfumwbfyLeontodon oxylepis mwbfgBoiss. & Heldr., 1849 - Distribuzione: mwbfkAnatolia mwbfomwbfsLeontodon pinetorum mwbf0Pau, 1925 - Distribuzione: mwbf4Spagna mwbf8mwbgaLeontodon pitardii mwbgiMaire, 1924 - Distribuzione: mwbgmMarocco mwbgqmwbguLeontodon rigens mwbgc(Aiton) Paiva & Ormonde, 1973 - Distribuzione: mwbggAzzorre mwbgkmwbgoLeontodon tingitanus mwbgw(Boiss. & Reut.) Ball, 1878 - Distribuzione: mwbg0Spagna, mwbg4Portogallo e mwbg8Marocco
Sinonimi
• mwbhkAntodon mwbhoNeck.
• mwbhwApargia mwbh0Scop.
• mwbh8Asterothrix mwbiaCass.
• mwbiiBohadschia mwbim F.W.Schmidt
• mwbiuColobium mwbiyRoth
• mwbigDens-leonis mwbikSég.
• mwbisMicroderis mwbiwDC.
• mwbi4Plancia mwbi8Neck.
• mwbjeStreckera mwbjiSch.Bip.
• mwbjqThrincia mwbjuRoth
• mwbjcThrixa mwbjgDulac
• mwbjoVirea mwbjsAdans.
Generi simili
Un mwbj4genere simile a mwbj8Leontodon è il genere mwbkamwbkePicris mwbkiL.. Quest'ultimo si distingue dal primo soprattutto per l'mwbkminfiorescenza multipla (parecchi mwbkqcapolini in mwbkucorimbo). Il nuovo genere affine mwbkymwbkcScorzoneroides mwbkgMoench si distingue con difficoltà dal mwbkkLeontodon in quanto oltre che dalle analisi del mwbkoDNA, la diversità maggiore si ha nei mwbkstricomi delle foglie (i peli sono semplici o eventualmente biforcati).
Usi
L'interesse economico per queste piante è quasi nullo. Da un punto di vista alimentare, in primavera, quando le foglie sono ancora tenere possono essere usate come insalata o cotte come quelle del genere affine mwbk8mwblaTaraxacum. Le radici torrefatte possono essere usate come surrogato del caffè. Altrimenti l'uso più comune è quello nel giardinaggio per formare motivi ornamentali nelle aiuole o lungo i muri soprattutto nei giardini alpini o rocciosi.cite-ref-motta-4-6[4]
Note
cite-note-apgiv-11. ↑ mwbl8(mwbmamwbmeEN) The Angiosperm Phylogeny Group, mwbmimwbmmAn update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in mwbmqmwbmuBotanical Journal of the Linnean Society, vol.mwbmy 181, n.mwbmc 1, 2016, pp.mwbmg 1-20.
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
• mwbbamwbbeLeontodon eFloras Database
• http://compositae.landcareresearch.co.nz/default.aspx?Page=NameDetails&TabNum=0&NameId=b72bd958-dfd1-4cbd-ab91-49854b74cdcb Global Compositae Checklist Database
• mwbbgmwbbkLeontodon IPNI Database
• mwbbsmwbbwLeontodon Tropicos Database
• mwbb4mwbb8Leontodon EURO MED - PlantBase Checklist Database